Sono stata la prima donna europea ad avere una bambina con la tecnica di ovodonazione: la procedura ha avuto luogo a Milano nel 1984 e 9 mesi dopo ho partorito una bella bambina. La donatrice è stata mia sorella minore Anna. L’intervento è riuscito al primo tentativo. Mi ero sottoposta negli anni precedenti a svariati tentativi di fecondazione artificiale e FIVET, ma senza successo. Finalmente un medico mi propose la ovodonazione che allora era ancora allo stato sperimentale; ne parlai con mio marito e con mia sorella e tutti furono subito d’accordo. Sono contentissima di questa mia decisione.
Durante tutti questi anni ho incontrato tante coppie con problemi di sterilità e mi sono ormai fatta un’esperienza piuttosto vasta in questo settore, anche attraverso pubblicazioni, convegni, ecc.

Uniamo le nostre forze tutti quanti noi con problemi di sterilità, in modo che la nostra voce venga ascoltata anche dalle persone fertili, che non avendo problemi, spesso non capiscono e non si immedesimano nella nostra situazione. Facciamo loro capire che i nostri problemi di oggi potrebbero essere quelli dei loro figli domani.
La recente legge italiana del 2004 sulla riproduzione assistita, così severa e restrittiva, costringe molti italiani a recarsi all’estero, dove trovano leggi più aperte e liberali.
I difensori di questa recente legge dicono che hanno a cuore il "supremo interesse dell’embrione", ma evidentemente dimenticano che sempre in Italia, un’altra legge del 1978 permette l’aborto fino al 3° mese, in pratica su semplice richiesta della donna, ed anche oltre in caso di anomalie fetali. Comprendiamo come la richiesta di abortire sia spesso frutto di una decisione molto sofferta e travagliata, ma chiediamo altrettanta comprensione nei nostri riguardi.

Maria Russo

Maria Russo, con la sorella Anna.